Mahatma Gandhi

Ahimsa, una via di Pace

Ci sono figure che appartengono alla storia e altre che, continuando a interrogarci, diventano riferimenti vivi per il presente.

Per MEI LING ETS, Mahatma Gandhi è una di queste.

La sua vita, il suo pensiero e soprattutto il modo con cui cercò di trasformare le proprie convinzioni in esperienza vissuta rappresentano per noi un riferimento importante. Al centro troviamo ahimsa (ahiṃsā), termine sanscrito che significa letteralmente “non nuocere”, “non recare danno” e che viene comunemente tradotto come nonviolenza: rifiuto della violenza fisica e, insieme, pratica spirituale che coinvolge il pensiero, la parola, le relazioni e il modo stesso di stare nel mondo.

La Pace come autodisciplina meditativa

La Pace è qualcosa da costruire, a partire da noi stessi: osservare ciò che accade dentro di noi; riconoscere le reazioni, i giudizi, le contrapposizioni; imparare a non alimentare inutilmente la divisione e la separazione. L’esperienza del Mahatma Gandhi conserva ancora oggi una straordinaria forza. Quanto maturato negli anni trascorsi in Sudafrica, dove prese forma la sua esperienza del Satyagraha, trovò successivamente in India un campo ancora più vasto di applicazione e di servizio.

È l’India di un grande fermento spirituale, culturale ed educativo, attraversata dalle esperienze e dal pensiero di figure come Rabindranath Tagore, Sri Aurobindo e Mère, Maria Montessori, Annie Besant e la Società Teosofica: percorsi differenti, talvolta direttamente in relazione tra loro, accomunati dalla ricerca di una trasformazione dell’essere umano e della società. La nonviolenza divenne così non passività, ma disciplina, perseveranza, capacità di resistere senza trasformare l’altro in un nemico.

Un lavoro esteriore, certamente, ma anche profondamente interiore, che trova una delle sue radici nella tradizione spirituale indiana e nell’Advaita Vedanta, nella visione dell’unità profonda della vita propria del Sanatana Dharma.

Non è casuale che proprio il 2 ottobre, giorno della nascita di Mahatma Gandhi, sia nato anche il nostro progetto: ©PEACE makers– Costruttori di Pace.

Il 2 ottobre è anche la Giornata Internazionale della Nonviolenza, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proprio in occasione dell’anniversario della nascita di Gandhi, con l’intento di diffondere il messaggio della nonviolenza attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica. Da un anno, ogni giorno, in tre momenti — alle 7.00, alle 14.00 e alle 21.00 — circa una cinquantina di persone, anche molto lontane tra loro, si uniscono idealmente nella recitazione della Grande Invocazione.

Un gesto semplice e ripetuto.

Un appuntamento quotidiano che vuole ricordarci che la Pace è insieme aspirazione collettiva e pratica condivisa: un orientamento della coscienza che comincia dal rivolgere lo sguardo verso se stessa.

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Studiare per trasformare

L’Associazione MEI LING ETS studia e approfondisce i testi dei grandi autori e Maestri spirituali d’Oriente e d’Occidente con un intento preciso: attivare l’intelligenza spirituale e trasformarla in esperienza, relazione e servizio.

Cerchiamo pensieri e insegnamenti capaci di ispirare e influenzare il nostro modo di vivere.

Il Mahatma Gandhi appartiene pienamente a questa ricerca perché ci ricorda che un principio spirituale acquista forza quando entra nella vita quotidiana: nelle scelte, nelle relazioni, nel rapporto con chi pensa diversamente da noi e nella capacità di continuare ad agire senza perdere il contatto con i valori che ci orientano.

l Mahatma Gandhi è per noi un riferimento vivo, capace ancora oggi di orientare il nostro cammino, il nostro modo di agire e il nostro impegno per la Pace.

Kanyakumari, un luogo della memoria

Per alcuni membri dell’Associazione MEI LING ETS questo legame possiede anche il ricordo concreto di un luogo. Durante i nostri viaggi in India siamo stati a Kanyakumari, all’estremo sud del Paese, dove sorge il Gandhi Mandapam, il memoriale dedicato al Mahatma. Gandhi visitò Kanyakumari nel 1925 e nel 1937. Dopo la sua morte, una delle urne contenenti le sue ceneri fu portata qui ed esposta al darshan, all’omaggio pubblico, prima che le ceneri venissero affidate alle acque del mare il 12 febbraio 1948. Il memoriale, completato nel 1956, conserva una particolarità fortemente simbolica: è stato progettato in modo che ogni 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, i raggi del sole penetrino attraverso un’apertura e raggiungano esattamente il punto nel quale era stata collocata l’urna con le sue ceneri. È un luogo particolarmente evocativo e profondamente ispirante. Qui il continente indiano sembra terminare e aprirsi all’incontro delle grandi acque dell’Oceano. Questo luogo di silenzio, potente ed evocativo, ci interroga sul significato della nonviolenza, della responsabilità personale e della Pace, oggi.

Ahimsa ci ricorda che la nonviolenza è nel modo in cui incontriamo l’altro.

Nel modo in cui attraversiamo la differenza.

Nella capacità di unire fermezza e compassione.

Per questo Mahatma Gandhi continua a essere una presenza del nostro cammino di ricerca: una testimonianza con cui confrontarsi, per imparare a vivere la PACE.

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© Gruppo Studi Interiori

Benessere
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